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17/09/2017 | 09:15

Tensione alle stelle nel Basso Salento: la scorsa notte due bombe molotov sono state lanciate contro la casa di famiglia di L.M., il 17enne reo confesso dell'omicidio di quella che era la sua fidanzato. Sul posto in Carabinieri di Alessano.


Una vettura dei carabinieri


Alessano. Rabbia, sconcerto e adesso anche esasperazione. La drammatica vicenda che ha visto protagonista Noemi Durini, 16enne di Specchia, uccisa la scorsa domenica 3 settembre per mano del suo fidanzato, reo confesso, ha scosso la comunità salentina, ma sono i due centri coinvolti nella vicenda che, sotto i riflettori mediatici, sono sull’orlo di una crisi di nervi.
 
Le avvisaglie ci sono state nel corso de queste lunghe settimane, anche prima del ritrovamento del corpo della giovanissima, ma quello che è successo nella notte tra venerdì e sabato è andato ben oltre la mera protesta. A Montesardo, infatti, località di provenienza di L.M., il 17enne professatosi assassino della sua ragazza, sono state lanciate due bombe molotov contro la casa della sua famiglia.
 
Due ordigni rimasti inesplosi ma che hanno fatto subito pensare a un attacco intimidatorio contro la famiglia del giovane (il quale però si trova in stato di fermo, chiuso in una comunità protetta): all’interno dell’abitazione però vi erano i suoi genitori, la madre - attaccata per alcune sue esternazioni dei giorni scorsi - ma soprattutto il padre, B.M., finito nel registro degli indagati con le accuse di sequestro di persona e concorso in occultamento di cadavere, sebbene ancora a piede libero.
 
A seguito dell'accaduto sul posto sono intervenuti i Carabinieri della stazione di Alessano: i militari hanno compiuto i rilievi del caso, recuperando anche quel che è rimasto delle bottiglie incendiarie.
 
Tensione alle stelle, dunque, nel Basso Salento: del resto, la vicenda ha toccato tutti nell’animo e per molti la famiglia di L.M. è stata già dipinta in malo modo, e soprattutto dopo le provocazioni del minorenne all’uscita dalla caserma dei Carabinieri di Tricase la sera dell’arresto, in tanti hanno promesso “vendetta privata”.
 
Intanto è arrivata la decisone del GIP che ha convalidato del fermo nei confronti del reo confesso: riconosciute anche le aggravanti della crudeltà e dei futili motivi.




Autore: A cura della Redazione

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